racconti
LA PROMOZIONE DI MIO MARITO
Eccomi davanti all’armadio, indecisa, stizzita, un po’ delusa. Proprio così. Stasera avevo in mente di uscire con mio marito Giorgio, cenare in un ristorantino a lume di candela, svagarci, stare da soli, fare qualche passeggiata ed invece, puff! Cena in casa con i suoi superiori, che palle! Tempismo perfetto, grazie tante maritino! I miei occhi scorrono in orizzontale, quando sono nervosa non riesco nemmeno a concentrarmi per scegliere cosa indossare, sbuffo da circa 5 minuti senza intervalli considerevoli. Mio marito entra in camera da letto, mi nota impalata davanti all’armadio, tutto trafelato, mentre tenta di aggiustarsi la cravatta “Amore! Ma sei ancora così!? Tra 30 minuti i miei superiori saranno qui e tu stai ancora impalata davanti all’armadio come una scema?!”. La goccia che fa traboccare il vaso. “Giorgino? Chi ha aiutato le tue figlie a finire i compiti oggi pomeriggio? Io! Chi ha preparato la cena per stasera? Io! Chi ha apparecchiato la tavola con cura meticolosa? Io! Chi si sente reclusa in casa per l’ennesima sera dopo aver desiderato tanto una cenetta fuori? Io!” sbotto tutto d’un fiato. mio marito resta impietrito con il nodo della cravatta ancora non riuscito “Tesoro, ti prego datti una calmata…lo sai che è importante per me questa cena, tra una settimana ce ne sarà un’altra in azienda, se voglio ottenere la promozione devo far colpo stasera!” mostrandomi un sorriso smagliante da ebete a cui risposi prontamente “Oddio…promozione…immagino allora che dovrai recitare la solita parte del ruffiano che ride ad ogni sciocchezza detta!” faceva sempre così quando voleva assecondare qualcuno nel suo lavoro. Si sente ferito nell’orgoglio “Bè almeno faccio qualcosa per ottenere un aumento!! I supplementi non cadono dal cielo come le mele, porca puttana!!” sbotta uscendo dalla camera da letto. Gli permisi quella parolaccia perché quella sera le mie figlie non erano in casa, non mi piace che sentano un linguaggio scurrile proprio dalle figure a cui sono più legate. E poi…in effetti, ero andata giù pesante, mi resi conto che in quel momento non ero stata giusta con Giorgio..l’avevo odiato per i motivi sbagliati. Dopotutto lo faceva solo per farci stare meglio economicamente, però che palle…un’altra serata in casa.
Rivolgo lo sguardo nuovamente verso l’armadio che sembra contemplare me, il tempo scorre inesorabile, non ho molto tempo. Opto per un completino di raso nero, reggiseno e perizoma, in pizzo; collant velati neri; sopra gonna a portafoglio a mezza coscia nera, doppiopetto rosso a maniche lunghe scollato “il giusto”; per completare stivali in velluto neri appena sotto il ginocchio con tacco. Trucco non molto pesante, un po’ di ombretto e matita per valorizzare il contorno occhi, rossetto color carne con po’ di lucido. Sento suonare il campanello nello stesso momento Adv in cui poso il rossetto dentro il cofanetto dei trucchi “Cazzo, già qui!? Appena in tempo!” penso. La voce di Giorgio mi giunge dall’ingresso “Sono arrivati! Sei pronta?”. Esco dal bagno “Si tesoro…si…” non molto convinta, metre lo vedo avvicinarsi alla porta. Mi rivolge un ultimo sguardo prima di aprire “Tesoro vuoi rovinarmi? Vuoi toglierti quell’espressione addolorata dal volto!? Non stai mica salendo al patibolo!?”, io ribatto con veemenza da bambina capricciosa “Volevo cenare fuori!!!”. In quel momento mio marito apre la porta d’ingresso ed ecco i suoi colleghi, entrambi in giacca e cravatta. Federico, circa 1,78 di altezza, spalle larghe, sulla quarantina, moro, occhi castani, occhiali da dottorino che gli conferiscono un’aria molto fine, insomma un bell’uomo davvero! L’altro un po’ meno: Maurizio, occhi color ghiaccio, più basso di Federico, sulla cinquantina, brizzolato ma parecchio stempiato, bel sorriso ma mi accorgo che possiede uno sguardo da vero maiale! Non appena mi stringe la mano, i suoi occhi cadono sulla mia scollatura, indugia qualche secondo per poi rialzarli e presentarsi “cominciamo bene...” penso.
Li facciamo accomodare nel salone, la cui tavola è stata già apparecchiata.
Mentre iniziano a parlare di lavoro e sport, io faccio la spola tra la cucina (in cui ho posizionato tutti i vassoi) e il salone, “pessima idea” dico fra me e me. Il motivo è molto semplice: Maurizio mi accompagna col suo sguardo tutte le volte che entro ed esco con i vassoi in mano! Qualche volta, senza farmi accorgere, con la coda dell’occhio seguo il suo sguardo pesante, noto che è spesso rivolto alle mie gambe e qualche volta alla scollatura del seno…devo però subito distogliere l’attenzione dal suo raggio visivo, perché avverto un leggero rossore alle gote. La sua spregiudicatezza m’infastidisce non poco! Insomma, capisco che la promozione di mio marito dipenda da loro, ma sono pur sempre invitati, degli ospiti, un po’ di delicatezza! E poi io sono sposata, lì vicino c’è anche mio marito (per altro gelosissimo), non siamo mica in un pub per teen-ager ed io non sono una cameriera 18enne che sculetta e fa ballonzolare le tette per tutto il locale quando prende le ordinazioni! Federico invece sembra più posato e carino, anche lui ogni tanto mi lancia qualche occhiata, ma niente di malizioso come il suo collega! Durante la cena, Maurizio tenta di attaccar bottone, mi chiama in causa su qualsiasi cosa discutano, che si parli di grafici azionari, di vendite, di clienti proficui (mio marito è un rappresentate) ma io non ne capisco nulla, mi sento solo a disagio, spesso guardo mio marito per afferrare qualche suo consiglio, ma lui è tutto preso a gesticolare con Federico! Rispondo con sorrisini nervosi e di circostanza. Maurizio se ne accorge e il bastardo sembra goderci sopra, come se volesse farmi “esporre” a qualcosa, ma cosa??? La serata è ancora lunga e la vedo dura…ormai, da circa un’ora, si sono create due fazioni, dovute anche al posizionamento dei posti: Federico e mio marito da una parte, Maurizio ed io dall’altra. L’aria inizia a farsi più pesante, mi accorgo che quando mi alzo per posare i vassoi o prelevare qualcosa in cucina, sento lo sguardo del porco sul mio sedere; inoltre, da circa 30 minuti, si sofferma spesso a contemplare la mia bocca, mentre discutiamo…questa cosa mi rende ancora più fremente, cazzo è davvero indisponente quest’uomo!
Ad un tratto però, avverto come un’illuminazione che investe il mio cervello, un pensiero perverso, malato: “ma tu guarda questo maiale come mi osserva la bocca…ti piace, vero porco? Scommetto che in questo momento vorresti riempirmela tutta con la tua sborra bollente! Scommetto che da quando sei entrato, te ne sto facendo produrre tanta…avrai i coglioni gonfi, vero maiale?” senza che me ne accorga mi scappa un sorrisino malefico e quando mi ridesto da quel torpore strano, spalanco gli occhi ed emetto anche un singulto di sgomento!! Interrompo sia Federico che Maurizio, il quale mi stava parlando mentre quel pensiero mi attraversava la mente. Rimango basita, tutti gli occhi addosso, mi sento avvilire dentro. Maurizio è il primo a rivolgermi la parola “Elisabetta si sente bene? Ho detto qualcosa che non va..?”, gli fa eco mio marito “Amore che è successo?” alzandosi dalla suo posto e venendomi accanto, poggiando le mani sulle mie spalle. Federico tenta di sdrammatizzare “Forse è solo un principio di singhiozzo signora! Ahahah”. Riprendo coscienza di me stessa e dell’ambiente che mi circonda, stringo la mano di mio marito appoggiata sulla mia spalla “No amore non è niente, tranquillo…vado un attimo in cucina, bevo un po’ d’acqua e poi magari esco nel balcone attiguo a prendere una boccata d’aria, voi continuate pure con comodo…con permesso” mi alzo con un sorriso forzatissimo sulle labbra, ma devo assolutamente isolarmi per un po’! Mio marito resta un po’ imbambolato, incerto sul da farsi, se riprendere la conversazione con i suoi superiori oppure raggiungermi in cucina ed accertarsi, ma Federico lo precede “Suvvia Giorgio! Non avrà niente, solo qualche capogiro, un po’ d’aria le farà bene e credo anche a noi” alzandosi dal suo posto, mentre con la mano sinistra fruga nel taschino interno della giacca, “Ma dov’era…era qui..credevo di averlo messo..ah eccolo!” sorridendo festoso e reggendo in mano due sigari “Allora, Giorgio! Ce li gustiamo per bene!?” mio marito, ancora con la testa fra le nuvole “Si si certo, ma andiamo in veranda, in casa non si può fumare” indicando col braccio la direzione da seguire “Certo!! Mauri? Sei dei nostri?” domanda Federico. “Ehm…credo che andrò un attmo in cucina, così magari farò un po’ di compagnia anche alla signora..” ribatte prontamente Maurizio. “Perfetto!!” risponde Federico prendendo a braccetto mio marito e dirigendosi verso la veranda.
Io nel frattempo, ho solo bevuto un po’ d’acqua e guardavo il cielo stellato quando ad un certo punto sento dei passi, mi volto di scatto “Amore? Sei tu?”
“No signora…sono io Maurizio”…questa voce…avverto già una sensazione di disagio, perché mi sento in soggezione?!
“Ah…è lei…” tento di riprendermi dalla sgradevole sorpresa. “Vi chiedo scusa per prima…non so cosa sia successo…io non…”
“Non si preoccupi signora…” il suo timbro di voce è meno ruggente, sembra più empatico adesso.
“Non si reca a fumare da loro?” tento d’imbastire una conversazione amichevole.
“Mhh no, non mi piace molto fumare, preferisco “rilassarmi” (scandendo bene le parole) con una bella signora come lei…eheheh” ride di gusto
Quel “rilassarmi” l’ha pronunciato in modo così strano, scandendo bene le parole, sospirando sulle vocali, come se assumesse una certa sensualità; mi volto verso il cielo nuovamente, non voglio dargli la soddisfazione di scorgere il mio rossore sul viso.
Si avvicina, mi raggiunge, appoggia i gomiti alla ringhiera del balcone, proprio come me, si volta nuovamente.
“Elisabetta cos’era quello?” mi domanda in modo secco e deciso.
Resto un attimo senza parole, a cosa si sta riferendo?
“Cos’era..cosa? A cosa si riferisce?” domando preoccupata
Volta il suo sguardo verso la veranda prima di rispondermi, cercando con gli occhi mio marito e Federico, po ritorna da me, con una strana luce negli occhi.
“Mi riferisco a quel sorriso malizioso che ha preceduto il suo sussulto improvviso”
Resto immobile, pietrificata, sgrano gli occhi. Deglutisco con fatica. Cazzo se n’è accorto!!
“Q..quale s-sorriso malizioso?” balbetto ma tento di sorridere per mascherare la mia tensione, mi sento tremendamente rigida!
Maurizio sorride, una di quelle risate che ti smontano, beffarde, che ti fanno intendere che la tua copertura è solo tempo sprecato.
“Suvvia Elisabetta…basta con i giochetti” riprende perentorio.
Io sono sempre più tesa.
“Ma quali giochetti?” domando con un viso da mogliettina ingenua.
“Perché quell’espressione da porca? Eh? Credi che non me ne sia accorto!?”
Queste parole mi penetrano dentro lo sterno, avverto una fitta al fianco e mi sento avvampare in viso, la salivazione si riduce, gli occhi mi diventano sbarrati come non mai! Riesco a realizzare ciò che mi ha detto solo dopo qualche minuto di silenzio. Riprendo parola con la voce tremante.
“Cos’ha detto???”
“Hai sentito benissimo” adesso non mi dava più neanche del lei! Assurdo!
“Come mi ha chiamata?!” le mie parole sono sibili di rabbia.
“Anche questo lo hai sentito benissimo” risponde con la stessa arroganza.
“Mi ha dato della porca!? Ma come si permette?! Io adesso chiamo mio marito e la faccio sbattere fuori di casa!” mi stacco dalla ringhiera, ma prontamente mi sento afferrata per il braccio e tirata verso di lui, vado a urtare contro il suo petto, trovandomi a pochi centimetri dal suo viso, il seno che preme sul suo torace, lo spacco della gonna ben in vista per via dello strattone ricevuto. Con il braccio destro mi avvolge da dietro, mi accarezza la schiena per poi scendere lentamente verso il sedere…
Tento inutilmente di divincolarmi, mi sento una furia! “Mi lasci! Mi lasci! Ma che fa!?” La veranda è dall’altra parte della casa e rumori della città fanno il resto, impedendo alle mie imprecazioni di giungere alle orecchie di mio marito.
“Ascoltami bene! Basta con i giochetti adesso, ok!? E’ tutta la sera che mi provochi con questa scollatura e questo spacco della gonna! Mi stai facendo impazzire! E poi questi collant neri…(mentre pronuncia queste parole, dirige la mano verso il mio interno coscia, spostando un lembo della gonna) mmm, questi collant da gran signora, anzi dovrei dire da gran porca!! Si vede dal viso che lo sei! Inoltre pensi che non l’abbia notato quel tuo sorriso da troia eh!?”
Nel frattempo la sua mano indugia sul mio interno coscia, lambendo gli angoli della mia passera coperta dai collant; non so perché ma mi sto bagnando un po’, sento i succhi che iniziano a colare molto lentamente dalle piccole labbra…cazzo, se se ne accorge, è finita! Faccio la figura della puttana! Devo liberarmi dalla sua presa!
“Mi lasci, porco schifoso!!” tento con il braccio sinistro di allontanarlo ma non faccio altro che provocare la stretta della sua presa!
“Sta a sentire! Il tuo maritino è un tipo che tiene molto alla famiglia dico bene!? Lui è soltanto un nostro sottoposto, niente di più! E’ nelle nostre mani! Con un solo schiocco di dita, io e Federico potremmo concedergli una promozione coi fiocchi, facendo salire di livello lui, te e il vostro tenore di vita!! Ma con la stessa irrisoria facilità possiamo anche gettarlo nella merda più liquida! Nessuna promozione, o addirittura LICENZIARLO!!”
Ques’ultima parola mi scatena una perdita di energie, rendendomi ancora più prigioniera della sua stretta, mentre la sua mano continua frugare sopra la stoffa dei miei collant, sul mio monte di venere e sento ormai alcune gocce che inumidiscono il perizoma.
“No Ti prego!! Non puoi licenziarlo!! Non ha fatto nulla! Lasciami o ti denuncio, porco!!” riesco, non so come, a liberare il braccio sinistro e tirargli un ceffone in pieno viso, allontanadomi da lui.
“Non ti avvicinare o giuro che ti denuncio! Come ti permetti!!?” La voce è stridula, non riesco a gridare per le troppe emozioni susseguitesi, in più sento colare la passera inspiegabilmente! Quel suo modo irruento di prendermi, di avvinghiarmi, di spostarmi rudemente la gonna, di darmi della troia! Mio marito non mi hai mai presa così! Con quest’intraprendenza! Ma che mi succede!?
Maurizio resta fisso a guardarmi, poi lentamente solleva il braccio destro (quello con cui mi ha forzato i collant) portandosi la mano alle labbra. Vedo la sua lingua lambire le dita e gustare “qualcosa”…Il suo viso è estasiato.
“Ti sei bagnata…lo sapevo…mhhhm, come sei dolce, porcellina…che brava mogliettina fedele che abbiamo…eh eh eh…che si eccita come una troia al primo tocco deciso sulla sua figa!!”
Quelle sue parole mi giungono come una pugnalata al ventre, anche perché sono maledettamente vere! Ho provato paura, scoramento, ma anche eccitazione e i miei collant imbrattati lo dimostrano!
“M-ma di che stai parlando??” tendo di reagire. Ma è un tentativo velleitario, dettato dalla rabbia che al momento mi governa, non c’è fondamento in ciò che dico.
“Lo sai benissimo! Fai tanto la santarellina, assumi l’aria da moglie devota e senza grilli per la testa…ma con un fisico del genere e un’espressione da zoccola come quella di poco fa, meriteresti di essere privata dei collant a morsi e scopata qui sulla ringhiera del balcone mentre verresti sbattuta con forza! Godendo come la più navigata delle troie!!” Il suo tono è così incisivo…
La mia reazione a quelle frasi è solo fisica: una contrazione vaginale…il perizoma ormai è zuppo…
“Ma insomma che cosa vuoi??” domando quasi sull’orlo della disperazione.
“L’ho appena detto..eh eh eh e ti ho anche detto poco fa che tuo marito dipende da noi” sogghignando.
“Ma ma non posso, sono sposata” tento di calmarmi, riprendo lucidità e l’agitazione si attenua. “Non puoi chiedermi questo…non voglio tradire mio marito! Non posso! Io lo amo!”
“Oh si certo!!” mostrandomi spudoratamente la sua mano sporca dei miei umori, come segno della mia sconfitta! “Elisabetta, tra una settimana ci sarà la cena aziendale, ed è molto importante per tuo marito, ma a questo punto anche per noi…parlo di me e Federico…ci saranno tante camere vuote all’interno dell’albergo, dove tutti e tre potremo divertirci…eh eh eh a buon intenditor poche parole” sono con le spalle al muro
“Anche Federico??” domando sorpresa.
“Certo! Vuoi che mi diverta solo io!? Noi facciamo sempre insieme ogni cosa sul lavoro!”
“Oddio…” sono incredula.
“Mi raccomando, preparati per bene, in modo da sedurti per bene e farci divertire”
“Io potrei raccontare tutto a mio marito adesso e poi potremmo denunciarvi! Dimmi un po’ Maurizio perché dovrei prenderti in considerazione?” domando con un pizzico di fermezza recuperata
“Perché ti sei bagnata come una puttana, ecco perché!!”
Non riesco a rispondere prontamente, ma riesco poi a trovare le parole “Non succederà mai, io amo mio marito…”
“Ah ah ah” sorride beffardo “lo vedremo tra una settimana…troia”
In quel preciso istante lo vedo allontanarsi dal balcone, rientrare in casa e dirigersi verso la veranda. Io tento di recuperare un aspetto decente, e di darmi una rinfrescata al viso. Così, dopo qualche minuto, ci ritroviamo tutti davanti all’ingresso per i saluti, con la promessa di rivederci alla cena aziendale. Quando Maurizio mi stringe la mano, avverto come una piccola scarica elettrica lungo il braccio, il suo ghigno malefico me ne rivela la natura. Chiusa la porta, mio marito si volta e abbracciandomi mi urla “Ho parlato tutta la serata con Federico!! La promozione è mia, se non ci saranno imprevisti!!”. Sento che ho bisogno di sfogarmi in un pianto nervoso, ma mi trattengo con forza “Sono contenta amore…”
Dopo 7 giorni.
La settimana appena trascorsa è stata un inferno, tanti dubbi, tante preoccupazioni, tanti timori. Diverse volte ho sentito il bisogno di confessare tutto a mio marito, ma poco prima di farlo, le parole mi morivano in bocca. E poi c’è quel lato di me, che non riesco ancora a comprendere, quall’attitudine da troia! Si, proprio quella! Provavo una sensazione ambivalente: una parte di me ripudiava il tutto, l’altra parte invece, la desiderava! Desiderio depravato di essere sbattuta con forza inaudita da due uomini in qualche camera, mentre il mio maritino ignaro di tutto se ne stava a discutere e brindare nella sala principale dell’albergo! Una sera, in cui mio marito aveva rifiutato di fare sesso con me per troppa stanchezza, ho avvertito il bisogno irrefrenabile di chiudermi in bagno e sgrillettarmi con ferocia per darmi sollievo! E pensavo proprio alla mano decisa e impudente di Maurizio che frugava sopra i miei collant! Ho avuto un orgasmo devastante, ho anche sporcato la tazza del water, sembravo una fontana che perdeva da ogni parte…
Siamo arrivati alla grande serata, chissà cosa accadrà…
Decido subito cosa indossare: un abitino lungo di seta, nero, con spacco laterale, scollatura non troppo vistosa, reggiseno di pizzo, perizomino, collant velati neri, trucco leggero, capelli mossi, scarpe con tacco. Mi guardo allo specchio: mi sento una Dea!
Mio marito giunge dal corridoio, in smoking, mi osserva e resta interdetto.
“Amore sei bellissima…”
“Grazie tesoro…” Mi avvicino e lo bacio sulle labbra.
Arriviamo all’albergo, bellissimo, maestoso, imponente. Entriamo e resto allibita: una sala principale grandissima, gente che brinda in piedi, altri che parlano seduti sui divani con i bicchieri in mano, altri ancora che si servono al buffè. Giorgio mi tiene per mano e mi conduce verso il tavolo prenotato dove già intravedo seduti Maurizio e Federico (anche loro in smoking). Non appena il mio sguardo incontra quello di Maurizio, avverto una piccola fitta poco sotto il ventre “cominciamo bene” penso. Ci salutiamo e ci sediamo. La disposizione è simile a quella della cena avvenuta in casa mia, solo che stavolta Maurizio non mi è accanto ma davanti (che razza di fortuna). Non appena mi siedo, sento già il suo sguardo su di me, sulla mia scollatura e sulla mia bocca. Si avvicina con il viso, sussurrando “complimenti ottima scelta…porcellina”. Dirigo il volto verso mio marito per paura che abbia sentito, ma, come al solito, è già impegnato in conversazioni di lavoro con Federico, su quale noto un atteggiamento diverso. Rispetto alla cena in casa mia, mi osserva con più insistenza e circospezione, lanciandomi spesso occhiate da marpione. Capisco subito che dovrò stare molto attenta, visto che dovrò “difendermi” anche dalle avances di Federico, oltre quelle già “programmate” di Maurizio.
La cena trascorre tranquillamente, cerco di non esagerare con il vino, ma Giorgio continua a versarmene, dopo un’ora, mi accorgo che è già brillo. La sicurezza della promozione l’ha fatto rilassare un po’ troppo. In sala ci sono anche i colleghi e i “pezzi grossi” dell’azienda di mio marito, il quale, dopo aver finito di cenare, accompagnato da Federico, si inoltra in quel nugulo di persone altolocate da cui dipende la sua promozione. Che palle, Maurizio ne approfitta per avvicinarmi, sedendosi accanto.
“Mmmm come siamo belle stasera, sei irresistibile Elisabetta. quel poveretto di tuo marito è sprecato per una così” ecco che attacca. Io però inizio ad aver paura: il vino ha assopito un po’ i miei riflessi e di conseguenza anche la mia lucidità mentale ne risente, il mio timore è quello di non poter opporre un’ottima resistenza come 7 giorni fa.
“Dai smettila Maurizio, sono sposata, credevo di essere stata chiara quindi desisti”
“Davvero? Non credo che sia ciò che desideri stasera” dicendo ciò poggia una mano sulla mia coscia esposta per via dello spacco.
“Ma che fai!? Sei impazzito!? Potrebbero vederci!” sibilo, scostando prontamente la sua mano di dosso.
“Fai ancora la schizzinosa dopo quello che ti ho detto settimana scorsa? Che delusione…che profumo…sei troppo bella per non essere scopata stasera…non vedo l’ora di strapparti i collant a morsi e fiondarmi sulla tua passera per mangiarla!!” mi sussurra all’orecchio.
Queste sue parole mi provocano un brivido lungo la schiena…
“Dai Maurizio piantala, non posso” non sembro molto decisa nel pronunciare questa frase, lui ne approfitta.
“Guarda il tuo maritino, già ubriaco fradicio, che barcolla tra un datore di lavoro e una segretaria, è tutto in estasi, vuoi rovinargli la festa? Lui si sta divertendo con la sua promozione e il suo champagne, tu ti divertirai con me..” il suo tono è più basso adesso, sembra quasi ammaliante, il vino sta facendo effetto.
“Ma che dici, finiscila, o mi alzo e giuro che mi faccio riaccompagnare a casa!”
“Si certo, da chi? Da Giorgio completamente ubriaco? Se vuoi schiantarti contro un palo, fai pure!!” mi schernisce bevendo con superbia.
Non rispondo e continuo a bere senza curarmi di mio marito.
“Ma hai ancora voglia di giocare alla mogliettina fedele? Guarda che mi sono accorto di come ti sei bagnata la scorsa volta…dai, vedrai che ti piacerà…”posando nuovamente la mano sulla mia coscia.
“Ma insomma basta…mi hai proprio stancata, esco fuori! Così non guardo la tua faccia da porco per un bel po’!!” sbotto, alzandomi e dirigendomi verso l’ampia porta-finestra del balcone. Mi accorgo di esserci solo io, l’aria è troppo rigida, fa un freddo boia! Così decido di rientrare nuovamente dentro, sedendomi su di una poltroncina accanto ad un tavolo semi-deserto.
Arriva il cameriere porgendomi dello champagne, che gradisco molto, vista la rapidità con cui afferro il bicchiere per tracannare! La serata prosegue, inizio a parlare con tanta gente, quasi tutti colleghi di mio marito, le parole si susseguono, di alcuni dimentico anche il nome, lo champagne scorre a fiumi, chi mi parla a destra, chi a sinistra, ma Maurizio stranamente non sembra avvicinarsi, sta per conto suo, che abbia desistito? Meglio così! Sono una donna sposata, non posso fare la troia 18enne!
Ad un certo punto avverto una pesantezza alla vescica, cazzo ho bevuto troppo! Stavo seduta da circa 15 minuti parlando con una segretaria, anche lei collega di mio marito. Dopo qualche minuto si scusa dicendomi che ha una telefonata urgente da fare, io ne approfitto per andare alla toilette. Appena mi sollevo dalla sedia, sento le gambe pesanti, i sensi intorpiditi..vorrei chiedere a mio marito dove andare per la toilette, ma non lo intravedo da nessuna parte “chissà con quali superiori sarà a fare il ruffiano” penso. Così decido di chiedere al camerire, il quale mi spiega che la toilette della sala principale al momento è fuori uso e che dovrò usare quella del primo piano. Un po’ caracollante raggiungo il primo piano dell’albergo, corridoi desolati, sono tutti sotto a bere e mangiare ovviamente. Arrivo alla toilette ed entro. Dopo essermi liberata da quel bisogno urgente, decido di darmi una rinfrescata. Nel momento in cui chiudo il rubinetto, sento sbattere la porta dietro di me. Ho un sussulto, e voltandomi vedo Maurizio con un ghigno malefico stampato sul viso, mi ha seguita!!
“C-che vuoi..? Lasciami in pace” balbetto
“Basta giocare adesso…” detto questo si avvicina, mi abbraccia, mi cinge stretta a lui e inizia a baciarmi il giugulo alternando colpetti di lingua delicati e fulminei…avverto già una prima fitta sotto il ventre…
“N-no dai, smettila Maurizio lasciami, non posso” tento di spingerlo ma la mia resistenza non è granchè.
Lui continua a baciarmi il collo scendendo verso il solco del seno, mentre con la mano destra si dirige verso la mia passerina, scostando lo spacco della gonna e posizionando due dita proprio lì.
“Dai, lasciati andare, lo sappiamo che sei una gran porca…senti come ti piace…uuuu…” insistendo prepotentemente con le dita sui collant.
Lo champagne immagazzinato, la sua lingua sul mio collo e la sua sapiente mano, fanno si che io opponga una flebile resistenza…inizio a sudare e avverto un calore che pervade il mio ventre…
“Mmmm…no…dai, non posso, c’è mio marito sotto.” sussurro.
“Eh smettila di lamentarti, troia!!” A queste parole, Maurizio, mi affera dai fianchi e mi solleva, facendomi letteralmente sedere sul bordo del lavandino, con la mia schiena appoggiata allo specchio. Lui si cala, allarga le mie gambe. “Quanto ho desiderato questo momento, vacca che non sei altro!” mi dice.
Aiutandosi con le dita e i denti, mi strappa i collant, mi sposta il perizomino e comincia a leccarmi la topina in modo forsennato. La sua lingua saetta su tutta la superficie della mia intimità, con maestra, si aiuta con le dita, allargando le piccole labbra e baciandomi proprio lì in mezzo, provocandomi un brivido lungo tutta la schiena che raggiunge il cervello. Il sentirmi strappare i collant da uno che non è mio marito (che tra l’altro non ha mai fatto, perché ignora questo mio desiderio), mi fa bagnare ancor di più e questo, unito alle sue furiose leccate, rende la mia passera una vera fontana. Sto producendo una quantità di succhi mai vista prima, che colano sulle mie labbra, sulle cosce, lui se ne accorge ed aumenta l’intensità dei suoi movimenti di lingua.
“Mmmhh…guarda che bella fighetta pelosetta che ha la nostra troia…smack…lick..non vedo l’ora di farcirtela col mio cazzo!! Ma adesso voglio assaggiare la tua sbroda, fammela sentire…dai..ti piace vero? Vero!! Lick…lick.. lo sapevo che dietro quell’aria da mammina perfetta si nascondeva una vera troia” mi dice lui tra una leccata e l’altra. “Lo sapevo che insistendo avrei ottenuto ciò che volevo!”
“No io non posso, uhmmmmmm… o mamma mia……siii, cosììììì” vengo copiosamente nella sua bocca, reclinando il capo all’indietro e gemendo..le mie gambe sono percosse da tremiti incontrollati, colo come una fontana e sento la mia passera in fiamme!
“Che puttana” Giorgio mi abbraccia, sollevandomi dal lavandino e portandomi fuori sulle sue braccia. Mentre percorriamo il corridoio mi sento completamente in balìa di questo porco, ma perché non reagisco?
Entriamo in camera sua. “No, fermo, dove mi stai portando?” tento di oppormi
“In camera mia, puttana!!” risponde divertito.
Mi getta sul letto come se fossi nient’altro che un sacco di patate o una bambola gonfiabile.
Chiude la porta dietro di sé, girando la chiave nella toppa.
“Ecco qui, così nessuno ci disturberà, adesso ci divertiamo” togliendosi la giacca e slacciandosi i pantaloni
“Tu sei completamente malato…” provo ad inarcare la schiena per alzarmi dal letto, ma i sensi sono intorpoditi sia dall’acol che dall’orgasmo appena provato. Inoltre non appena nota il mio tentativo di erigermi in piedi, si tuffa letteralmente sopra di me, bloccandomi e urtando il suo ginocchio sul mio ventre. Mi provoca una fitta incredibile. “Ahia! Ma che fai! Stai attento..cazzo!!” urlo tenendomi l’addome con una mano.
“Ops scusami! Ti ho fatto male! Ahhhahah! Questo è niente, dovrai abituarti ad un po’ di dolore stasera, troia!!” sbraita. Detto questo, inizia a tastarmi dappertutto, abbassa le spalline del vestito, mi bacia le tette con ingordigia animalesca, mi trastulla la passera con veemenza, scostandomi solamente l’abito, senza toglierlo.
“Ah Maurizio basta..uhhhh nooooo c-che lingua…sei infoiato, mmmmhhh” gemo sotto le sue mani frenetiche che mi scavano ogni angolo del mio corpo.
“Voglio scoparti vestita troia!!” mi avverte. Alza il suo busto, abbassa le sue mutande dalle quali svetta a molla un cazzo di notevoli dimensioni! Non è molto lungo ma è dotato di una buona circonferenza. “Cazzo mi spaccherà tutta” penso atterrita ma al tempo stesso anche eccitata dalla situazione!!
Struscia la sua cappella sulle mie labbra vaginali bagnate e gonfie di desiderio, lo fa leggermente e con lentezza, vuole provocarmi!!! La mia vogliaè troppa, ormai il danno è stato fatto, sono dentro una camera da letto, pronta a farmi scopare da uno sconosciuto, per di più con mio marito che si trova nello stesso edificio, ubriaco fradicio!! Ho la passera in fiamme, produco succhi considerevoli imbrattando il letto, l’odore di sesso si espande per tutta la camera…devo essere penetrata!!!
“Ti prego così mi fai morire, non puoi torturarmi così…mhhhhhhh..sono fradicia…” balbetto facendomi schifo da sola.
“Voglio sentirtelo dire” Continuando a strusciare la cappella dal mio monte di Venere fino alla fessura delle mie labbra.
“Dire..cosa?” sibilo, avverto che ad ogni passaggio del suo membro, ho una contrazione vaginale, le labbra tremano e vorrebbero accoglierlo in tutta la sua possenza.
“Lo sai!” fermando di botto il suo cazzo all’altezza dell’orifizio vaginale!
“Scopami! Mettimelo dentro, non ce la faccio più! Hai vinto! Sto colando come una fonatana!” urlo in preda all’eccitazione più totale, non mi riconosco nemmeno nelle parole che ho appena pronunciato. Non sono parole “mie”, di una moglie devota e di una madre perfettina, ma appartengono ad un’altra Elisabetta: la troia, la vogliosa di cazzo, di tradire il proprio marito, di farsi montare come una puledrina, senza ritegno!
“Brava…così ti voglio!” Preme la cappella sulla mia fessura e con un colpo di reni me lo schiaffa dentro provocandomi un sussulto seguito da un gemito di dolore misto a piacere!
“Oddio!! Cazzo…è così grosso!!” i miei occhi sono lucidi di voglia, non riesco più a trattenermi dal fare la zoccola.
Inizia a muoversi con il bacino, avanti e indietro, con moto regolare e profondo. Sento quella cappellona arrivarmi fino al collo dell’utero, è una sensazione mai avvertita prima, mi sento “piena”, su di giri.
“Ti piace il mio cazzo, vero troia? Vero? Non è come quello di tuo marito, quel gran cornuto! Eh??” mi urla umiliandomi.
“No, tu sei molto più grossooo…….oddio” sono completamente in delirio.
“Sembri una ventosa con questa fica pelosa che mi sta succhiando il cazzo…..” mi deride.
I suoi affondi sono sempre più decisi, l’intesità aumenta e decresce in modo regolare, la mia passera risucchia la sua cappellona con avidità…non ho mai provato niente di simile con mio marito, questa si che si chiama scopata…sto godendo come una porca…alcune contrazioni vaginali decisamente intense e delle scariche al cervello, preannunciano il mio orgasmo…
“oddio vengo, vengo, vengooooo” annaffiandogli il cazzo che continua ad aprirmi. Le mie gambe tramano e il clitoride è gonfissimo ed in fiamme
Maurizio esce da me, posizionandomi carponi. Mi tira per un braccio mi ordina di mettermi a pecora, scostandomi per bene l’abitino. Molla uno schiaffo sulla mia natica destra
“Così troia! Voglio scoparti come una cagna! La posizione che più si addice ad una zoccola come te! Mi hai annaffiato tutto il cazzo, puttana!!” dicendo così, lo rimette dentro. Inizia a montarmi da dietro con colpi decisi e violenti, le tette balzano fuori dalla costrizione del reggiseno, gli umori dell’orgasmo precedente colano lungo le mie cosce, mi sento una troia ad essere scopata così, altro che mogliettina ingenua e fedele.
Continua a martellarmi violentemente ed io continuo ad urlare, incapace di smettere…
Dopo pochi minuti, estre il suo cazzo dalla mia figa grondante, mi rivolta con un braccio facendomi crollare sul letto con il viso verso il tetto, si posiziona all’atezza del mio collo, premendo contro il mio sterno e menandosi il cazzo congestionato.
“Dai…ferma così…uhhh, si..dai che ci siamo…ho le palle pienissime…sai quanta sborra c’è qui dentro??? Ed è anche bella puzzolente! Ahahah, non sborro da parecchi settimane ed ora te la schizzo tutta vicino al naso così avverti i frutti della stagionatura!! Ehehehe!!”
“No ti prego, che schifo, non sul viso.” Tento di oppormi voltandomi a destra e a sinistra in modo da non offrirgli un bersaglio “facile” ma prontamente mi blocca la mascella con una mano, mentre con l’altra posiziona la cappella proprio sopra al mio naso!
“Ecco sborro! Tutta per te, zoccolaaaaa!” urla.
Lo sento irrigidirsi, storco il naso, serro la bocca e chiudo gli occhi. Avverto un primo potente schizzo sfiorarmi il naso e depositarsi pesante sulla fronte e i capelli. Gli altri che seguono sono proprio densi e schifosi. Mi colpiscono le guance, il mento, qualcuno anche la parte esterna dell’occhio, mentre gli ultmi schizzi “a colata” li direziona proprio vicino alle mie narici e sul labbro superiore…ora capisco perché parlava di “stagionatura”…
“Oddio…che puzza…è così acida…fa venire il voltastomaco…” in effetti qualche conato mi giunge alla gola e lo trattengo a stento…
“Ahahah…eggìà” ridendo come un porco schifoso “Ti avevo avvertito che avevo le palle piene di sborra calda e puzzolente, hai voluto fare la troia e adesso te la sei presa tutta…guarda che bella mascherina di bellezza che hai sul volto…ecco la mogliettina fedele ed ingenua di Giorgio!! Ahhaha, non sai da quanto tempo desideravo vedere questo tuo bel visetto coperto della mia sborra…”
Io sono senza parole…distrutta, con il suo sperma schifoso su tutto il mio volto, il vestito sudicio di umori e sudore, il trucco sfatto, la passera bollente e piena di succhi che premono per essere espulsi…mi sento proprio una troia…
“Che porco che sei, mi fai schifo, tu e la tua sborra puzzolente!!!” mi lamento mentre con le mani tento di togliere lo sperma che si sta seccando sul mio volto.
Lui si solleva da me, lasciando i miei polmoni liberi di prendere aria.
“Ah che scopata…e che sborrata”. Grugnisce ridendo. E’ evidentemente soddisfatto. Io resto invece ancora sul letto, a tentare di togliere via lo sperma con le mani, ma non faccio altro che imbrattarmi ancora di più, sento che la mia figa è ancora calda e pronta per una nuova intensa chiavata…tento di non darlo a vedere, che depravata che sono.
Maurizio si dirige nudo verso il minibar, da cui estrae alcuni liquorini. Mentre ne sorseggia uno, guarda l’orologio della camera, sogghignando, il che mi rende inquieta.
“Che hai da ridere, porco?” tento di essere sarcastica ma la mia preoccupazione trapela eccome.
“E’ ora…” sogghignando ancora.
“Ora per cosa?” stavolta solo timore nelle mie parole.
“Del secondo round…eh eh eh, e del secondo concorrente…” detto questo scola la boccetta di liquore e la posa sul tavolino accanto alla porta.
“Secondo round? Secondo concorrente? Ma di che parli?”
In quel preciso istante, la porta si apre ed entra Federico con un sorriso stampato sulla faccia!
“Ah! Vedo che le hai già dato qualche botta! Eh bravo!” esordisce
Io rimango incredula, a bocca spalancata!
“Bè..l’ho tenuta in caldo per il rush finale!” risponde Maurizio.
Federico si priva della giacca, slaccia la cravatta e posa gli occhiali sul tavolino su cui Maurizio ha appoggiato la boccetta di liquore.
“Tuo marito è ubriaco fradicio…non potrai contare su di lui non prima di domattina, dovrà smaltire una sbornia parecchio pesante!” mi avverte mentre sbottona la camicia.
“Che cosa!?!?” mi rizzo a sedere sul letto!
“Non si reggeva in piedi, ha bevuto troppo, la promozione gli ha dato alla testa, parlava e beveva con tutti, ha già rimesso due volte…quando mi sono avvicinato, era ridotto a uno straccio…così l’ho accompagnato in camera vostra, dove dorme come un ghiro…prima di domani non si rimetterà in sesto, l’ho anche rassicurato che ti avremmo tenuto noi compagnìa e che lo avresti raggiunto a letto non appena ne avresti sentito il bisogno…eh eh eh…così adesso lui dorme tranquillo e noi ci scopiamo la sua adorabile mogliettina tutta capricci!”
Bastardi! Era tutta una tattica prestabilita! Ubriacare sia me che Giorgio per potermi poi scopare senza problemi!! Erano d’accordo sin dall’inizio! Ed io ci sono cascata come una troia!
“Bastardi! Mi avete ingannata! Era tutto preparato! Ve la farò pagare!” urlo con tutto il fiato in gola.
“Ma cosa vuoi fare? Ma ti sei vista allo specchio? Sei coperta di sborra dalla testa fino alle tette, sei sudatissima, il vestito sporco, il trucco sfatto, sembri una battona di lusso! Ahahah!” mi schernisce Federico calandosi anche le mutande e mettendo in mostra un bel cazzo. Non largo come quello di Maurizio: più stretto di circonferenza ma più lungo rispetto a quello del suo collega
Entrambi vengono verso di me, con una strana luce negli occhi…la luce della lussuria…
Tento di raccogliere le gambe verso il busto, chiudermi a chioccia, ma invano…Maurizio mi afferra le braccia tirandomi verso di lui, in modo da dare la schiena a Federico, il quale, posizionandosi dietro di me, spinge sulla schiena facendomela inarcare, in questo modo mi ritrovo di nuovo a pecora, con Federico ad armeggiare sul mio culetto e Maurizio davanti a me a tenermi le braccia.
“Adesso vediamo se questa troia è aperta anche nel culo!” così dicendo, Federico, scosta il vestito, si abbassa leggermente e mi sputa proprio in mezzo alle chiappe e con la mano spalma per bene la saliva, mentre Maurizio, forza le mie labbra con il suo cazzo facendolo entrare in bocca con un colpo secco, iniziandomela a scopare!
“Così tutto in bocca troia!” grugnisce Maurizio.
“Mmmmpf ghghghgn slurp soff..oco” provo a ribellarmi ma ho la bocca intasata!
Federico, intanto, col dito medio massaggia il mio orifizio posteriore in maniera circolare e infila il dito nel mio culo…a me sfugge un “mmmmm” strozzato dal pompino che stavo facendo a Maurizio e lui è ne approfitta subito per umiliarmi ulteriormente “guarda, guarda alla signora piace prenderlo nel culo!”
il movimento della sua mano si fa sempre più veloce, tira fuori il dito e senza indugio ne infila due e poi tre: “Sei aperta! Ti piace farti inculare? Vero troietta?” mi chiede Federico con voce da porco!
Ho paura che voglia infilarmi tutta la mano, ma fortunatamente inizia a scoparmi selvaggiamente con le tre dita, io mi sento scoppiare e continuo ad espellere succhi, sembra che mi stia pisciando addosso da quanto sono abbondanti i liquidi che escono dalla mia intimità.
All’ improvviso Federico, dice a Maurizio:
All’ improvviso dice a Maurizio: “ sdraiati sul letto che adesso la scopiamo per bene, non spogliamola tutta, voglio fotterla così, ancora con i bei vestiti addosso!” questa frase mi procurò una contrazione vaginale
Maurizio senza protestare sfila il cazzo dalla mia bocca e si distende sule letto, Federico di peso mi solleva e mi impala sopra il suo collega, la mia figa è così fradicia che non fa fatica ad entrare.
Federico si posiziona alle mie spalle e con uno spintone mi sdraia su Maurizio, mettendosi carponi dietro di me:
“Adesso ti inculo! È la prima volta che becchi due cazzi assieme?” mi chiede sarcastico
Ansimante gli dico: “si,si…vi prego..dai basta…vi siete divertiti abbastanza già..non credete?”
Prontamente alla mia risposta, uno schiaffo sulla chiappa: “Non prendermi per il culo! una troia come te ne prende almeno tre alla volta, dillo che ti piace puttana?” un altro schiaffo! “si sono una troia e mi piace!!”
Senza aggiungere altro si sputa su una mano e la passa come per farsi una sega sul cazzo, mi allarga con le mani le chiappe sputando nuovamente nel mio solco; punta la cappella sul mio sfintere spingendo con forza!
“No mi fai male! AHII NOOOOO brucia, brucia……no” supplico io, ma sono alla loro mercé…con un colpo secco mi infila tutto il cazzo nel culo!
“Ahh siii! Ti sfondo il culo troia” e inizia a scoparmi con tanta animalesca foga, assestando una serie i colpi violenti , che quasi mi sfila il cazzo di Maurizio dalla figa; il quale, nel mentre, era rimasto praticamente fermo per agevolare l’ ingresso del collega nel mio culo.
E’ la mia prima doppia, e per di più con due sconosciuti, mentre mio marito dorme beato in un’altra camera dell’abergo…chissà cosa penserebbe della sua mogliettina che sta praticando un bel sandwich con i suoi superiori! Che troia che sono! Mi sento pienissima, questa doppia penetrazione mi sta letteralmente devastando…
Dopo diversi minuti, sento che Maurizio non resiste più e da fermo viene riempiendomi la figa di sborra con solo un gridolino soffocato, il suo seme si mischia al mio, Fderico da dietro sempre più arrapato continua a scopare il mio culo, mi prende per le tette e mi stringe forte i capezzoli riempiendomi di insulti di tutti i tipi: puttana, troia, vacca, pompinara ecc.
La mia faccia trasuda tutto il grande piacere che provo, Maurizio mi guarda godere ancora dentro di me, decido di dargliela vinta: mi abbasso su di lui e con la lingua gli lecco le labbra. Mi sento esattamente come diceva quel porco e mi piace da morire: in questo momento essere oggetto di questi due porci risponde al vero e così mi sento.
Federico mi provoca ulteriormente “Forza!! Dillo che tuo marito è un gran cornuto!! Dillo, puttana!!”
Tento di resistere “Mmmhhh no no ti prego…ohhh, cazzo che goduria….siete dei tori!”
I suoi colpi mi stavano devastando sia fisicamente che mentalmente, “Dillo!”, a quel punto esplodo!
“Si! Sono un gran puttana! Mio marito è solo un cornuto! Un segaiolo che non mi merita! Io merito di essere scopata così! Mentre lui è ignaro di tutto!”
Mi sta scopando in culo con vigore, ma anche lui è al limite: “Ti riempio il culo di sborra troia” e io:
“Si sfondami sborrami in culo come le puttane!” ormai non ho più inibizioni, sono a ruota libera, fatico a riconoscere me stessa in quelle incitazioni volgari!
Sento il suo seme che con l’ ultima robusta spinta mi inonda il retto. Stremato sfila il cazzo dal mio culo e si appoggia sul letto; io mi sfilo anche dal cazzo di Maurizio e sento la sborra che cola dai miei buchi…mi tremano le gambe, non riesco a nemmeno a stare sulle ginocchia…così…devastata dall’orgasmo e dall’umiliazione…li guardo…e scoppio a piangere, realizzando cosa ho fatto…
Entrambi mi osservano beati, soddisfatti, con le gocce di sperma che ancora sgorgano dalle loro cappelle flaccide…Maurizio ha qualcosa in mano, lo riconosco subito! Il mio perizoma!!! Non mi sono accorta che durante le penetrazioni uno di loro me lo abbia tolto!!
“Questo lo teniamo noi come trofeo…giusto Federico?” voltandosi verso il collega
“Ovvio…anzi rimettiti i tuoi adorati collant adesso” prelevandoli da terra e gettandomeli addosso!
“Ma…sono strappati...hanno un buco enorme e sono imbrattati di sperma…” ribatto flebilmente con le lacrime cocenti che solcano le mie guance.
“Non me ne frega un cazzo! Rimetti quei collant sporchi della nostra sborra troia! O ti violentiamo di nuovo e niente promozione a tuo marito!” tuona Federico “E questo perizoma lo teniamo noi!” ridendo insieme al compare.
Indosso nuovamente i collant, sento lo sperma tiepido attraversare il velo e bagnare le mie cosce…il vestito pieno di chiazze di sudore dei due, i collant rotti, con rivoli di sperma e miei umori che mi hanno imbrattata fino alle ginocchia, col trucco ormai sciolto anch’ esso dal sudore…esco dalla loro camera, sentendoli ancora ridere alle mi spalle…”Buon Natale, puttana!!!” mi umiliano per l’ultima volta.
Chiusa la porta alle mie spalleMi risistemo la gonna cercano di coprire i collant strappati. Per le scale tutto bene. Arrivo alla camera prenotata, è aperta, entro: fantastico sono fortunata, Giorgio dorme come un bimbo, hai un’aria così tenera e ingenua, che troia sono stata…non merita il mio amore..trattengo a stento un pianto isterico, ma non devo fare grande fatica, i sensi di colpa mi rendono inerme, mi sento poco più di una larva, ripensando a mio marito…me ne pento amaramente…
Mi dirigo verso il bagno…chiudo la porta alle mi spalle…al momento voglio solo liberarmi di tutto quel seme “sconosciuto” addosso a me e mentre mi guardo allo specchio, mi dico tra le lacrime:
“Non dovrà più accadere una cosa del genere, mai...”
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